C’è uno sport che non si limita a far giocare insieme persone diverse, ma che costruisce relazioni, abbatte barriere e crea comunità. Questo sport è il Baskin, e oggi la sua forza inclusiva si prepara a varcare il Mediterraneo grazie a Bask’in Egypt, un progetto di cooperazione allo sviluppo che porta in Egitto un modello capace di unire sport, educazione e partecipazione sociale.
Il progetto è cofinanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito della L.R. 19/2000, Programmazione 2024-2028, progetti quadro. Si tratta di un sostegno importante, che conferma il valore strategico dell’impegno regionale non solo sul piano locale, ma anche nella promozione di iniziative capaci di generare impatto sociale oltre i confini europei.
Un’idea che nasce dall’esperienza
Bask’in Egypt non nasce per caso. È il risultato di un percorso costruito nel tempo da chi, da anni, lavora per promuovere lo sport come strumento di inclusione sociale. Dopo esperienze maturate in Italia, in Europa e in altri contesti extraeuropei, è cresciuta la consapevolezza che il Baskin potesse rappresentare una risposta concreta anche in Paesi dove l’inclusione delle persone con disabilità è ancora una sfida aperta.
L’incontro con partner egiziani sensibili a questi temi ha trasformato questa visione in un progetto strutturato, capace di mettere in dialogo realtà diverse attorno a un obiettivo comune: costruire occasioni reali di partecipazione, protagonismo e cittadinanza attraverso lo sport.
Non solo una disciplina sportiva, ma un metodo
Il Baskin è molto più di un gioco. È una pratica che permette a persone con e senza disabilità di stare in campo insieme, in modo autenticamente partecipato. Per questo, esportare il Baskin non significa semplicemente proporre una nuova attività sportiva, ma condividere un metodo educativo e culturale che mette al centro la persona, valorizza le differenze e rafforza il senso di comunità.
In questo senso, Bask’in Egypt porta con sé un patrimonio di competenze maturate in oltre vent’anni di lavoro sull’inclusione. Un’esperienza che può risultare particolarmente preziosa in contesti in cui pesano ancora ostacoli culturali e sociali legati alla disabilità.
I primi passi del progetto
Il progetto ha una durata biennale e prenderà avvio con una fase fondamentale di analisi e costruzione della rete locale. Nei primi mesi saranno avviate attività di mappatura degli stakeholder e di confronto con istituzioni, scuole, università e associazioni sportive. Parallelamente, partiranno anche le prime azioni di coordinamento e formazione rivolte agli operatori locali.
Uno dei momenti più attesi sarà l’organizzazione di un evento dimostrativo di Baskin al Cairo, pensato come prima grande occasione pubblica per far conoscere da vicino questa disciplina e il suo potenziale inclusivo.
Dal Friuli Venezia Giulia all’Egitto, per giocare insieme
A rendere ancora più significativo il progetto sarà la presenza in Egitto di giocatori e operatori provenienti dal Friuli Venezia Giulia, coinvolti in partite ed esibizioni dimostrative. Saranno momenti preziosi non solo per mostrare concretamente come funziona il Baskin, ma anche per attivare un confronto diretto con il pubblico, con gli operatori locali e con le istituzioni.
Accanto agli atleti italiani, saranno coinvolti anche atleti egiziani, con e senza disabilità, in una dimensione che incarna pienamente lo spirito del progetto: non portare un modello chiuso, ma costruire insieme un’esperienza condivisa, aperta e trasformativa.
Una rete solida di partner
Bask’in Egypt si fonda su un partenariato articolato e credibile. In Italia collaborano Cooperativa Sociale Trieste Integrazione – Anffas e ASD Zio Pino Baskin Udine. In Egitto i partner principali sono il Comitato Paralimpico Egiziano e l’Istituto Salesiano Don Bosco di Alessandria, affiancati dalla Ahl Masr Foundation come partner associato.
Il progetto può inoltre contare sul supporto istituzionale dell’Ambasciata Italiana al Cairo e dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), a conferma della rilevanza dell’iniziativa nel quadro della cooperazione internazionale.
Un progetto che guarda lontano
L’esperienza egiziana rappresenta un primo passo, ma l’orizzonte è più ampio. Bask’in Egypt nasce infatti con una forte vocazione alla replicabilità: l’obiettivo è sviluppare un modello che possa essere adattato anche ad altri contesti geografici e culturali, mettendo a disposizione competenze, materiali formativi e un metodo già sperimentato.
In questo senso, il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia assume un valore ancora più rilevante: non finanzia soltanto un progetto, ma investe in una visione di cooperazione che mette al centro inclusione, relazioni e innovazione sociale.
Bask’in Egypt racconta proprio questo: che dallo sport possono nascere nuove possibilità, nuovi legami e nuovi modi di costruire comunità, anche a migliaia di chilometri di distanza.

